Come trovare la strada giusta nella giungla dei tanti programmi comunitari


Perché fornire un servizio di coaching ai nostri clienti? In che cosa è utile un consulente personalizzato che ti segue, passo dopo passo, nella realizzazione del tuo progetto? È una domanda che mi sento porre spesso quando descrivo i servizi offerti da L’Atelier dei Progetti e quando aggiungo che proprio il coaching è un servizio che in genere altre società di Europrogettazione non hanno e che ci caratterizza.

Quello che molti clienti lamentano nella loro esperienza con la progettazione comunitaria è  una scarsa relazione tra progettista e impresa. Ed è anche vero che – voglio spezzare una lancia in favore dei nostri competitor – molte volte ci si trova a sostenere una vera e propria corsa contro il tempo tra formulari da compilare, documenti sbagliati che arrivano in sede perché ci si è capiti male con il cliente, scadenze che sembrano avvicinarsi inesorabilmente … Ma questo è. E, al di là delle buone intenzioni, il risultato che ne deriva è quello di due mondi che si incontrano poco e male considerando pure che, diciamoci la verità, parliamo due lingue diverse. È un po’ come se uno parlasse inglese e l’altro rispondesse in turco: non si riesce a stabilire una connessione se non tra molte difficoltà. 

Nel frattempo, tu starai facendo – o ipotizzando di fare – investimenti per implementare la tua attività e magari stai anche prendendo decisioni corrette dal tuo punto di vista ma del tutto scollegate sia dal progetto che stai per presentare sia dagli altri strumenti che l’Unione Europea prevede.

Ecco perché noi abbiamo previsto il servizio di coaching. Una persona dedicata solo a te e alla tua impresa e che conosce tutti gli strumenti che ti possono servire man mano che tu programmi la tua attività e i progettisti procedono nel loro lavoro. Un ponte tra te e il project manager, pronto a recepire i tuoi bisogni, le tue esigenze, le tue richieste e perplessità, che sa capire la tua lingua e quella dei progettisti ma che quando parla con te sa dove cercare le risposte che ti servono. È un servizio di consulenza personalizzata che semplifica il percorso, accorcia le distanze, traduce le differenze tra te e chi lavora al tuo progetto, qualcuno che ti permette di seguire sempre la road map che lo staff sta seguendo per portare la tua idea a essere candidata a quel determinato bando.

Ma non solo. Il tuo coach può fare di più. È una persona che conosce gli strumenti messi in campo dall’Unione Europea per te che hai un’impresa. E che può consigliarti di utilizzare un determinato strumento finanziario se hai bisogno di liquidità e ne hai bisogno presto.

Facciamo un esempio.

Mario Bianchi è titolare dell’impresa Tal dei Tali. Viene da noi con un’idea seria e finanziabile: lo scopre dopo un check-up con noi. Ma pone un problema: quell’idea, in realtà, gli frulla per la testa da molto tempo e, poiché Mario Bianchi è anche una persona impaziente, ha una gran voglia di cominciare a realizzarla. “Quanto tempo può passare – ci chiede – per avere il finanziamento europeo e potermi mettere all’opera?”.

Risposta nostra: purtroppo, quello di cui stiamo parlando non è un finanziamento vero e proprio. Ê una sovvenzione e, se tutto fila liscio, potresti avere la cifra entro la tale data ma le variabili sono molte. Potresti persino vedertelo respinto, il tuo progetto e dover ricominciare dall’inizio il percorso. Troveresti sempre noi al tuo fianco a suggerirti cosa fare ma non possiamo darti certezze fin da ora.

Ma Mario Bianchi scalpita: vuole mettere presto la sua “prima pietra”. Il suo coach, che conosce l’esigenza del Signor Bianchi e anche come sta procedendo la lavorazione del suo progetto, potrebbe, per esempio, consigliare di realizzare una parte del progetto con suo capitale o attraverso un finanziamento europeo per avere liquidità e impostare il progetto per attingere risorse con una sovvenzione a fondo perduto per finanziare la restante parte. E potrebbe organizzare una Skype tra Mario Bianchi e il Project Manager per risolvere i dubbi o rispondere alle sue domande. Così, il Signor Bianchi può decidere di dar vita da subito alla sua idea progettuale investendo una parte del capitale della sua impresa, e presentare il progetto comunitario per finanziare la parte restante.

È soltanto un esempio (un caso realmente capitato) che rende bene il motivo per cui abbiamo deciso di offrire questo servizio come aggiunta a chi si orienta per l’Europrogettazione. Un servizio esclusivo che ti fa sentire speciale. E, soprattutto, non ti fa sentire da solo all’interno di una giungla dalla quale non sai più come uscire.

 

 

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Come partire con il piede giusto per partecipare a un bando europeo

Oltre trenta milioni, 30,6 per l’esattezza, sono i lavoratori autonomi in Europa. Per loro, e per le politiche a loro dedicate, è stata messa sul piatto della prossima programmazione comunitaria la bellezza di 330 miliardi di euro (38,5 per l’Italia, +6% rispetto all’attuale programmazione), cifra alla quale si vanno ad aggiungere 1,2 miliardi di euro per la mobilità. Parliamo ancora di cifre che dovranno essere negoziate nel Parlamento Europeo nel percorso di definizione delle risorse comunitarie. Diciamo che sono le cifre ai nastri di partenza e che, per conoscere l’importo definitivo, dovremo aspettare ancora un po’ ma già possiamo cominciare a farci un’idea.

Le cifre, dunque, sono importanti. Spesso, però, davanti a queste notizie siamo incuriositi, interessati a saperne di più. Magari andiamo su internet, proviamo a scoprire qualche informazione aggiuntiva ma, alla fine, ne sappiamo quanto prima di esserci messi alla ricerca di maggiori informazioni. E, soprattutto, non sappiamo dove sbattere la testa.

Proviamo, allora, qui a delineare un percorso per cominciare a muovere pochi, semplici passi. Con una premessa: se sei alla ricerca di finanziamenti, di liquidità da far affluire nelle casse della tua impresa anche soltanto per far fronte a un ritardo nei pagamenti da parte dei tuoi clienti, l’Unione Europea ha alcuni strumenti che puoi senz’altro utilizzare ma che tratterò in un altro post. Niente a che fare con i programmi a cui mi riferisco qui e che sono stati pensati per aiutare la competitività e l’innovazione delle imprese degli Stati membri. Tutti programmi, questi ultimi, dedicati a chi aggiungerà proprie risorse alla sovvenzione riconosciuta dall’Europa, anche in termini di beni immobili, personale, ecc.: il “cofinanziamento“.

Con questa premessa, partiamo. Sei un piccolo imprenditore. Non hai idea del punto da dove cominciare e vuoi saperne di più …. che fai? La prima cosa che devi fare è questa: una verifica dei tuoi progetti, delle proposte finite in un cassetto per i più diversi motivi. Forse anche perché immaginavi che ci volessero molte risorse e non te la sei sentito di affrontare prima quell’investimento. Valuta, quindi, a quale bisogno riesce a dare soluzione la tua idea. Attenzione: questo è un punto spesso molto sottovalutato. Ed è un male perché il tuo progetto non deve soddisfare il tuo narcisismo, il tuo ego. Deve essere, al contrario, la risposta a un bisogno, a una necessità avvertita come tale. Pensa alle piccole o grandi invenzioni che hanno migliorato la nostra vita e che oggi ormai fanno parte delle nostre giornate tanto da non poterne fare a meno.

Un esempio? Oggi sarebbe impensabile una casa senza il telefono. Senza o con fili o cellulare, non potremmo ipotizzare le nostre giornate senza. Lo troviamo sul tavolo del ristorante, vediamo gruppi di giovanissimi (e non soltanto) con gli occhi incollati sul display persino mentre attraversano la strada. Eppure, prima che nel 1834 Antonio Meucci cominciasse a lavorare al suo progetto tra Firenze e Cuba, la comunicazione tra continenti viveva tempi difficili. E Meucci ebbe proprio il merito di rispondere a un bisogno: quello di comunicare con ci si trovava all’altro capo del mondo con la stessa facilità con cui si comunicava con i propri vicini. Ecco, l’invenzione deve rispondere a questo tipo di bisogno.

Poi dovrai fare un’analisi attenta dei prodotti o servizi offerti dal mercato e che sono simili a quello che hai in mente tu per poi descrivere dettagliatamente in cosa consiste il carattere differenziante del tuo progetto rispetto alla concorrenza (c’è sempre un prodotto o servizio concorrente. Affina il tuo sguardo per vederlo. Altrimenti, significa che il tuo prodotto o servizio non ha mercato e, quindi, non c’è business). Infine: quanti soldi occorrono per la realizzazione del tuo progetto? E, di questi, quanti ne puoi investire tu? Un consiglio: considera sempre tutte le spese che dovrai affrontare per rendere realizzabile la tua idea progettuale come investimenti, mai come costi.

Con tutti questi elementi ben chiari, ora puoi affrontare una consulenza per capire qual è il programma comunitario che più è adatto al tuo caso ottimizzando i tempi e per poter decidere di conseguenza.

Questi sono soltanto alcuni semplici passi ma non gli unici, naturalmente. Presto tornerò su questo argomento e ti darò altri elementi utili. Restiamo in contatto!

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Qualche consiglio dall’Europa per la tua Pmi

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(Fonte: https://pixabay.com)

Sei un imprenditore e ti stai guardando intorno alla ricerca di liquidità per dare competitività alla tua azienda? Sei una piccola o micro impresa e vuoi un sostegno economico per sviluppare il tuo progetto? Questo è molto altro è quanto è previsto dal programma comunitario Cosme, Competitiveness of Enterprises and Small and Medium-Sized Enterprises, con due miliardi e mezzo di euro in totale a disposizione, soldi che le Pmi europee possono usare come finanziamenti ma anche come strumenti per partecipare a eventi o corsi di formazione, per portare i propri prodotti fuori dai confini nazionali, per aderire a partnership comunitarie come pure per la formazione di giovani imprenditori attraverso “Erasmus Plus”.

Se hai bisogno di finanziamenti, però, non c’è soltanto Cosme. Puoi volgere il tuo sguardo verso Innovfin, Europa Creativa per i settori culturali, il programma EaSI, il programma per l’occupazione e l’innovazione sociale, i Fondi SIE, Fondi strutturali e e di investimenti europei, oltre a prestiti e microcredito offerti dalla BEI, Banca Europea per gli Investimenti e il FEI, il Fondo europeo per gli investimenti. Puoi vedere a questo link. 

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